Con il presente regolamento l’’IPDM intende sensibilizzare tutti coloro i quali prestano la loro opera quali volontari attraverso le strutture dell’Istituto, affinché, nel rispetto di tutti, e per la salvaguardia degli utenti, vengano tenuti fermi alcuni principi di base.

Con l’intento preciso di elaborare strategie per la prevenzione e la cura di fenomeni di abuso a tutti i livelli ed in ogni ambito in cui vive ed interagisce il bambino e l’adolescente, l’Istituto tenta di fornire strumenti validi specialmente in quelle che vengono definite situazioni a rischio.

TITOLO I – Volontari

art. 1 A tal fine si chiede preliminarmente a tutti i volontari dell’IPDM che vengano rispettate ed attuate le finalità dell’Istituto, contenute nello Statuto e di cui il volontario dichiara di aver preso visione.

art. 2. Ogni volontario aderirà all’Istituto divenendo socio attraverso il pagamento della quota sociale di socio ordinario.

art. 3 Ogni volontario parteciperà alle attività organizzate dall’Istituto al fine di formarsi e di aderire alle sue finalità. E’ pertanto richiesta la partecipazione ai seminari, ai corsi di formazione, ai momenti di sensibilizzazione/autopromozione sul territorio, (ad es. periodici “mercatini” di quartiere).

TITOLO II  – gli Organi dell’IPDM

art. 4. Gli Organi dell’IPDM sono i  seguenti:

Consiglio Direttivo: Esso delibera e gestisce l’ente, coordina le attività attraverso i suoi organi, istituisce nuove Commissioni.

Comitato Scientifico: E’ l’organo di controllo principale, responsabile dell’operato delle commissioni. Ha massima autonomia nelle scelte operative per il conseguimento degli obiettivi. Ad esso si rivolgono le Commissioni per la definizione degli obiettivi e delle strategie.

Commissioni: Sono la cellula operativa. Le commissioni vengono istituite per seguire un intero progetto, ad esse partecipano tutti i soci volontari e/o i tirocinanti. Le commissioni, sempre dirette da un responsabile, nominato dal Comitato scientifico e riferiscono ad esso per il loro operato.

art. 5. Ogni Settore a cui appartiene la specifica Commissione è affidato ad un Referente al quale il volontario (e/o il tirocinante) dovrà fare sempre riferimento, a seconda dei vari compiti.  Il volontario si regolerà come segue:

Settore Scuola:

  • Relazionerà la propria attività al Referente;
  • Parteciperà alla riunioni comuni;
  •  Chi segue i contatti con una scuola lo farà in modo continuativo, per cui se ha delle difficoltà nel portare avanti i contatti, dovrà prevedere due o tre incontri per fare da collegamento con un altro volontario e/o tirocinante.
  • Chi dà la propria disponibilità per la realizzazione di un corso/progetto è tenuto ad impegnarsi sino alla fine dello stesso.
  • Se vuole proporre dei corsi o delle attività nelle scuole è importante che ne parli con il Referente IPDM Scuola e che non proponga tali attività di sua singola iniziativa.

Settore Counselling – Cometa Blu:

  • Il volontario che decide di offrire il proprio servizio all’interno di Cometa Blu dovrà necessariamente avere competenze professionali specifiche che gli consentano di seguire i casi ed in ogni caso dovrà sottoporsi al vaglio del Referente e  degli altri supervisori
  • Avrà partecipato alle attività dell’Istituto per almeno sei mesi, prima di seguire in prima persona un caso;
  • Dovrà partecipare sempre alle riunioni di equipe, al fine di essere sistematicamente supervisionato e mantenere il confronto e lo scambio coi colleghi
  • Preso in carico un caso dovrà portarlo a termine (anche in ottemperanza al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani)

Settore Rete Civica:

  • Relazionerà la propria attività al Referente;
  • Parteciperà alla riunioni comuni;
  • Se vuole proporre dei contatti o delle attività è importante che ne parli con il Referente IPDM Rete Civica e che non faccia alcun passo di sua singola iniziativa.

TITOLO III – i Soci

art. 6. Sono ammessi a far parte dell’IPDM, le seguenti categorie:

Soci effettivi: coloro che partecipano effettivamente e concretamente alla vita associativa, essi hanno diritto al voto e sono eleggibili alle cariche sociali.

Quota annuale: € 100,0

Soci aderenti: coloro che svolgono saltuariamente compiti specifici, essi hanno diritto di voto ma non sono eleggibili alle cariche sociali.

Quota annuale: € 30,0

Soci sostenitori: persone fisiche o giuridiche che ritengono di volersi impegnare nel sostentamento dell’Associazione attraverso il versamento di somme di denaro destinate all’Associazione in generale o in particolare a specifici progetti. Essi non hanno diritto di voto e non sono eleggibili alle cariche sociali.

Quota annuale: €150,0

Soci ordinari: coloro che prendono parte alla vita associativa, svolgono attività di divulgazione, promozione e/o volontariato nelle diverse Commissioni di lavoro, essi partecipano a tutte le iniziative dell’Associazione senza diritto di voto e sono eleggibili alle cariche sociali.

Quota annuale: € 15,0

Soci onorari: su proposta del Consiglio di Amministrazione possono essere nominate personalità che si siano distinte nella divulgazione dell’Associazione sia in campo nazionale che internazionale. Essi non hanno diritto di voto e non sono eleggibili alle cariche sociali.

art. 7. Possono candidarsi alle cariche sociali i soci che siano in regola con il pagamento delle quote sociali da almeno quattro anni

TITOLO IV

Le Unità di Prevenzione del Disagio (UPD) e i Delegati Regionali (DR)

Art. 8 Le Unità di Prevenzione del Disagio(UPD) sono centri dedicati allo studio, alla prevenzione e alla cura degli aspetti manifesti di disagio minorile. Possono essere abilitate alla organizzazione di corsi e congressi.

Art. 9 Ogni UPD può avere una o più sedi (fino a tre) tra loro vicine.

Art. 10 Le UPD possono essere pubbliche o private ed avere sede presso strutture pubbliche o private. Quelle private debbono costituirsi giuridicamente come associazione tra professionisti o associazione non a fini di lucro.

La richiesta di istituzione di UPD, secondo i requisiti di seguito elencati va inviata al Coordinatore Nazionale delle UPD che verifica i requisiti; a tal punto quest’ultimo inoltra richiesta al Consiglio Direttivo che ne stabilisce la nomina (le UPD vengono nominate ogni 3 mesi). I requisiti vanno posseduti al momento della domanda al Coordinatore.

Ogni singola UPD verserà al momento della nomina da parte del Consiglio Direttivo la quota deliberata dal CD “una tantum” all’IPDM, pari ad € 300,00 (trecento). Ogni UPD deve avere almeno tre membri iscritti regolarmente all’Associazione in qualità di Soci Ordinari.

Per ogni progetto presentato da ciascuna UPD per il quale si vedrà riconosciuto un finanziamento ogni singola UPD verserà, al momento del finanziamento, una quota pari al 5% dell’importo ad essa finanziato quale erogazione liberale per il sostegno dell’IPDM

Art. 11 I criteri di operatività delle varie UPD devono essere omogenei e periodicamente concordati, in ottemperanza al piano strategico che viene approvato ogni 2 anni.

Art. 12 Ogni UPD è diretta da un (o due) Coordinatori coadiuvanti da uno o due consulenti. I Coordinatori nominano un certo numero di collaboratori specialisti.

Art. 13 Ogni UPD deve avere presso il proprio centro uno psicologo psicoterapeuta con esperienza di almeno 7 anni  e uno psicologo psicoterapeuta con esperienza di almeno tre anni.

Art. 14 Il Coordinatore deve avere le seguenti caratteristiche:

a. Almeno 35 anni ed essere uno psicologo psicoterapeuta iscritto all’albo da almeno sette anni. 

b. Avere un Curriculum formativo e professionale che ne dimostri la competenza specifica.

c. Aver partecipato a conferenze (in qualità di relatore), studi, progetti che dimostrino il suo interesse specifico nell’area della prevenzione del disagio minorile.

Il Coordinatore deve acconsentire a verifiche periodiche dello standard della sua UPD ed è tenuto a partecipare alla riunione annuale dei Coordinatori delle UPD.

Tale documentazione deve essere certificata nella stessa riunione annuale. Se tale certificazione non verrà ritenuta idonea, il coordinatore, entro l’anno successivo dovrà mettersi in regola, pena decadenza della sua carica e dell’UPD.

Art. 15 Ogni singola UPD deve essere dotata di modem e di supporto hardware valido per collegamento online con la rete informatica della Associazione. Entro il 31 gennaio deve redigere e tenere in rete l’annual report della propria attività di ciascun anno. La mancata consegna o la non veridicità dell’annual report prodotto rende automatico la perdita dell’assegnazione del titolo di UPD.

Art.16 Il mancato rispetto dei requisiti iniziali comporta la sospensione della UPD

Art. 17 Non possono esistere due UPD nello stesso edificio.

Art. 18 Il Coordinatore delle UPD NAzionale, eletto ogni due anni dai coordinatori delle UPD, in accordo con il Consiglio Direttivo dell’IPDM, coordina le attività delle UPD, suggerisce attività scientifiche e didattiche in stretta collaborazione con le rispettive Commissioni, si occupa della riunione annuale dei coordinatori e dell’annual report. Definisce, con l’approvazione del CD, i contenuti dell’annual report. Coordina, inoltre, la raccolta del dati in rete elettronica, e mantiene aggiornato l’indirizzario e-mail. E’ membro della commissione di 3 persone nominate dal CD per la periodica verifica della corretta attività delle UPD.

Art.19 La verifica delle UPD può avvenire in ogni momento su indicazione del CD.

Art 20 I Delegati Regionali vengono nominati, uno per Regione, dal CD su proposta degli interessati che presenteranno una domanda con relativo Curriculum Vitae ed attività e restano in carica 2 anni. Possono essere rimossi dall’incarico su giudizio insindacabile del CD per non avere adempiuto alle attività richieste.

Art 21 I Delegati Regionali hanno la funzione di diffondere presso strutture locali, Ospedali, associazioni locali di

Volontariato, i punti fondamentali della filosofia dell’IPDM; hanno funzione di coordinamento scientifico nella stesura di protocolli regionali o di studi multicentrici sempre a carattere regionale in stretta collaborazione con le UPD, di cui possono essere responsabili; inoltre hanno il fine di allargare la base degli iscritti all’IPDM.

Art 22. I Delegati Regionali nominano un Rappresentante che, se non Consigliere eletto, partecipa ai CD senza diritto di voto; ivi presenta le istanze raccolte e riceve le direttive da rendere applicative. In ciò lavora in stretta collaborazione con il Coordinatore nazionale delle UPD.

Art. 23. I Delegati Regionali si riuniscono almeno due volte all’anno (anche in forma di “conference call” o videochat) per la valutazione dei programmi regionali di lavoro, per la stesura di eventuali documenti, depliants illustrativi e per il coordinamento di eventuali manifestazioni locali.

Art 24. Le attività delle UPD e dei Delegati Regionali verranno rese palesi negli organi di comunicazione dell’IPDM

TITOLO V

Le Commissioni

Art. 25 Le Commissioni si occupano delle attività istituzionali dell’Associazione.

Art. 26 I Segretari di Commissione vengono nominati tra gli appartenenti al Consiglio Direttivo. Gli affidamenti delle Commissioni avverranno durante la prima seduta del nuovo Consiglio Direttivo. Coordinatore delle Commissioni sarà il Vice-presidente.

Art. 27 Le domande per diventare membro di una Commissione (Commissario) dell’Associazione devono pervenire alla Associazione entro 1 mese dalla scadenza delle Commissioni operative. Ognuna delle Commissioni è composta da almeno tre membri. Il Consiglio Direttivo durante la prima seduta dopo la nomina nominerà i membri delle singole Commissioni. I membri delle Commissioni restano in carica due anni e possono essere rieletti.

Ogni socio può partecipare a più di una commissione.

Art. 28 Ciascun Segretario di Commissione dovrà presentare entro 15 gg dalla nomina un piano di lavoro con relativi obiettivi, metodi per raggiungerli e tempistica: ogni sei mesi presenterà al Presidente una relazione scritta sull’attività e sugli obiettivi raggiunti dalla Commissione e le eventuali modifiche di percorso.

Art. 29 Le singole competenze ed il numero delle commissioni sono stabilite nel regolamento.

Art. 30 Le Commissioni, presiedute dal coordinatore (Vice-presidente) si riuniscono almeno 1 volta l’anno, direttamente o via modem, oltre all’incontro nel corso dell’assemblea generale.

Art. 31 Per essere membri di Commissione occorre essere iscritti all’Associazione.

Art. 32 Per gravi inadempienze il CD può modificare l’assegnazione ed i membri delle Commissioni prima

della naturale scadenza.